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N.25
25 marzo 2025 – Eleonora Corradi
Tra sacro e conviviale: le mille facce della Pasqua italiana
La Pasqua, che quest’anno si celebra domenica 20 aprile, è una delle feste più sentite in Italia, non solo dal punto di vista religioso, ma anche culturale e gastronomico. Ogni regione, città e persino paese ha le sue tradizioni, che mescolano antichi riti cristiani con usanze popolari radicate nel tempo. Dalle solenni celebrazioni della Settimana Santa alle tavole imbandite di specialità pasquali, la Pasqua italiana è un viaggio affascinante tra fede, folklore e gusto.
Riti e processioni della Pasqua.
La celebrazione della Pasqua in Italia inizia con la Settimana Santa, che culmina nella domenica di Pasqua, giorno in cui, per la religione cattolica, si celebra la resurrezione di Cristo. In tutto il Paese si tengono processioni e rappresentazioni religiose che coinvolgono intere comunità. Una delle più celebri è la Processione dei Misteri di Trapani, in Sicilia, che si svolge il Venerdì Santo e dura ben 24 ore. Si tratta di una suggestiva sfilata di gruppi statuari che raffigurano la Passione di Cristo, portati a spalla per le vie della città. Sempre in Sicilia, ad Enna, molto famosa è la processione delle confraternite, in cui antiche associazioni laiche vestite con abiti tradizionali, spesso con mantelli e cappucci, sfilano in silenzio per le vie dei centri storici portando statue sacre raffiguranti la Passione di Cristo. Ovviamente, il teatro delle celebrazioni Pasquali più solenni è il Vaticano: la Via Crucis al Colosseo, presieduta dal Papa il Venerdì Santo, è seguita da milioni di fedeli in tutto il mondo. La Messa di Pasqua in Piazza San Pietro e la Benedizione Urbi et Orbi sono altri momenti di grande partecipazione, non solo religiosa, ma anche simbolica.
Tradizioni e celebrazioni popolari della Pasqua.
Molte città italiane organizzano, durante il periodo pasquale, eventi speciali che non sono legati alla tradizione religiosa in senso stretto. A Firenze, la mattina di Pasqua si celebra lo spettacolare Scoppio del Carro: un carro pirotecnico trainato da buoi viene portato in piazza del Duomo e, durante la Messa, un razzo a forma di colomba (la “colombina”) viene acceso per far esplodere i fuochi d’artificio. Secondo la tradizione, se l’accensione è completa, l’anno sarà fortunato. A Sulmona, in Abruzzo, si svolge la toccante cerimonia de “La Madonna che scappa”: una statua della Vergine Maria, vestita di nero, viene portata in processione e, al vedere il Cristo risorto, cambia abito e corre verso di lui tra scoppi di mortaretti e applausi della folla. A Prizzi, in Sicilia, si tiene il tradizionale “Ballo dei Diavoli” in cui diavoli vestiti di rosso cercano di importunare i passanti e vengono invece allontanati da una schiera di angeli, in uno scontro dalle movenze precise e ritmate.
I dolci italiani di Pasqua.
Tra i dolci pasquali, la colomba è sicuramente il simbolo di questa festività: un soffice dolce lievitato a lunga fermentazione, dalla tipica forma di colomba stilizzata, simbolo di pace e rinascita. L’impasto, simile a quello del panettone, è preparato con farina, burro, uova e zucchero, arricchito da scorze di arancia candita. Dopo la lievitazione, viene ricoperto da una croccante glassa alle mandorle e granella di zucchero che ne esalta il profumo e la consistenza.
La colomba ha origini relativamente recenti: fu ideata negli anni Trenta a Milano, dall’azienda dolciaria Motta, come versione primaverile del panettone natalizio. Il successo fu immediato, e ben presto divenne un classico della Pasqua italiana, oggi diffuso in tutto il Paese. Accanto alla versione tradizionale, esistono ormai molte varianti artigianali e industriali: per esempio, farcita con crema al limone o al pistacchio, al cioccolato, con amarene, glassata al caffè o arricchita con ingredienti tipici regionali.
In Sicilia, tra i dolci più caratteristici del periodo pasquale c’è la “cuddura cu l’ova”, un biscotto di pasta frolla o pasta di pane dolce, decorato con uova sode intere, spesso incastonate al centro dell’impasto e fermate con strisce incrociate. La forma di questi dolci può variare: cestini, colombe, cuori, pesci, corone, a seconda della creatività e della tradizione locale, spesso decorati con zuccherini colorati, glassa e motivi floreali. Il nome “cuddura” deriva dal greco antico kollura, che indicava un pane circolare offerto agli dèi durante le festività primaverili e ancora oggi questo dolce conserva un forte valore simbolico, legato alla rinascita, alla fertilità e alla protezione.
“Pasquetta”: una festa tutta italiana.
Il Lunedì dell’Angelo, comunemente chiamato Pasquetta, è il giorno successivo alla Pasqua e, pur non avendo una forte connotazione religiosa, è molto sentito nella tradizione popolare italiana. Il nome deriva dal racconto evangelico in cui un angelo annuncia alle donne giunte al sepolcro la resurrezione di Cristo. Sebbene non sia una festività liturgica obbligatoria, è stata istituzionalizzata dallo Stato italiano come giorno festivo per prolungare le celebrazioni pasquali. La Pasquetta è tradizionalmente dedicata alle gite fuori porta, ai picnic nei prati e ai pranzi all’aria aperta con amici e parenti. È un’occasione per stare insieme, godere della primavera e consumare gli avanzi del pranzo pasquale in un clima informale e gioioso. In molte zone d’Italia, soprattutto nei piccoli centri, si svolgono ancora oggi sagre, giochi popolari e scampagnate collettive, che rendono questa giornata un simbolo di spensieratezza e convivialità.
LO SAPEVATE?
L’uovo è uno dei simboli più antichi e universali legati alla Pasqua, rappresentando la vita, la rinascita e la fertilità. Già in epoche pre-cristiane, l’uovo era considerato un elemento sacro, connesso al ciclo della natura e alla primavera. Con l’avvento del Cristianesimo, questo simbolo è stato reinterpretato alla luce della resurrezione di Cristo, diventando emblema del sepolcro da cui Gesù è risorto. Inoltre, durante la Quaresima, era vietato mangiare le uova, che venivano quindi conservate e consumate in festa proprio a Pasqua. Da qui nasce anche l’usanza, tuttora viva in molte regioni italiane, di decorare le uova sode o inserirle nei dolci tradizionali, come la cuddura siciliana citata precedentemente. In tempi più recenti, la tradizione si è evoluta nell’uso delle uova di cioccolato con sorpresa, tanto amate dai bambini e ormai diventate protagoniste irrinunciabili della Pasqua contemporanea.
E ORA TOCCA A VOI!
Trovare il significato di questi proverbi legati alla Pasqua:
Find the meaning of these Easter-related proverbs:
1. Pasqua tanto desiderata, in un giorno è passata.
2. Chi vuol far Pasqua, deve far Quaresima.
3. Tanto si parla della Pasqua, che alla fine arriva.
4. Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi.
5. Pasqua alta o bassa, uova sode e cucina grassa.
6. Pasqua, voglia o non voglia, non fu mai senza foglia.
a. Tanto si dice di una cosa, che alla fine accade.
b. Quando è Pasqua bisogna far festa con cucina ricca, abbondante e sostanziosa.
c. Quando qualcosa di tanto desiderato arriva dura poco.
d. Natale bisogna passarlo in famiglia, Pasqua con chi vogliamo.
e. Per Pasqua le piante hanno già rimesso le foglie.
f. Chi vuole raggiungere un fine deve faticare, soffrire.





