*Listen and read here in italian: click on “Listen in browser” or listen on Spotify.
N.17
25 luglio 2024 – Eleonora Corradi
Torino apre le porte al museo del cioccolato, un’esperienza tra storia e gusto
Nel cuore di Torino, la capitale italiana del cioccolato, il 26 giugno 2024 è stato inaugurato il Museo del Cioccolato e del Gianduja, chiamato Choco Story, un progetto ambizioso che unisce tradizione e innovazione. Frutto della collaborazione tra Francesco Ciocatto, proprietario della storica pasticceria Pfatisch, e il belga Eddy Van Belle, imprenditore e collezionista noto per aver creato il marchio Belcolade e numerosi musei del cioccolato nel mondo, il Choco Story Torino si presenta come un vero e proprio tempio del cioccolato.
Un viaggio attraverso i secoli.
Il museo si trova nei laboratori sotterranei della pasticceria Pfatisch, ampliati fino a 1.200 metri quadrati. Qui, i visitatori possono intraprendere un viaggio avventuroso attraverso la storia del cioccolato, dalle antiche ricette dei Maya e degli Aztechi, passando per l’introduzione del cacao in Europa ad opera degli spagnoli, fino alla nascita della tradizione cioccolatiera piemontese.
La scelta di Torino non è casuale. La città ha una lunga e affascinante storia legata al cioccolato: già alla fine del Cinquecento, la cioccolata in tazza faceva la sua comparsa nelle corti sabaude; nel 1678, la Madama Reale Giovanna Battista di Savoia Nemours concesse a Giovanni Antonio Ari la licenza per commercializzare la cioccolata e, a inizio Ottocento, Paul Caffarel creò il primo impasto solido di cioccolato, dando vita alla pasta gianduja e al celebre gianduiotto, primo cioccolatino incartato al mondo.
Una collezione straordinaria.
All’interno del Choco Story Torino sono esposti oltre 700 oggetti e macchinari antichi, provenienti dalla collezione personale di Van Belle. Tra questi, spiccano macchinari storici di fine Ottocento e inizio Novecento, provenienti da Dresda e dalla Svizzera, ancora funzionanti sebbene non più in uso. Queste macchine, che richiedevano l’impiego di circa 40 addetti, coprivano tutte le fasi della lavorazione del cioccolato, dalla tostatura del cacao alla trasformazione, prima, in pasta e, successivamente, in tavolette o praline.
Un’esperienza interattiva.
Il museo non è solo una raccolta di oggetti storici, ma un’esperienza immersiva e interattiva. Grazie a installazioni multimediali, video e giochi interattivi, i visitatori di tutte le età possono scoprire i segreti della produzione del cioccolato in modo divertente e coinvolgente. Il percorso museale è accompagnato da un’audioguida disponibile in cinque lingue, che arricchisce l’esperienza con dettagli storici e curiosità.
Laboratori e degustazioni.
Una delle attrazioni principali del museo è rappresentata dai laboratori di cioccolato. Qui, sotto la guida di maestri cioccolatieri, i visitatori possono mettere le mani in pasta e creare le proprie tavolette, leccalecca e praline, sperimentando tecniche tradizionali e ingredienti unici. E, naturalmente, non mancano le degustazioni: dai cioccolatini artigianali alle bevande al cioccolato, ogni assaggio è un viaggio sensoriale.
Un omaggio al gianduiotto.
Particolare attenzione è dedicata al gianduiotto, il primo cioccolatino incartato al mondo, nato a Torino dall’incontro tra cacao e nocciola tonda gentile delle Langhe. Il museo ospita una sezione interamente dedicata a questo simbolo della cioccolateria piemontese, dove è possibile vedere anche il costume originale della maschera torinese denominata “Gianduja”, prestato dalla Famija Turineisa (una associazione culturale che organizza incontri culturali per promuovere le tradizioni torinesi), e una linea del tempo che racconta la storia dei grandi cioccolatieri piemontesi.
L’apertura del Choco Story Torino rappresenta un’importante aggiunta al panorama culturale e turistico della città. Un luogo dove la storia del cioccolato prende vita, offrendo ai visitatori un’esperienza unica che coniuga tradizione, innovazione e, naturalmente, tanto gusto. Torino conferma così il suo ruolo di capitale italiana del cioccolato, celebrando un patrimonio che affonda le radici in secoli di storia e passione.
PILLOLE DI GRAMMATICA
Si dice “il cioccolato” o “la cioccolata”? Secondo l’Accademia della Crusca, i due termini sono sinonimi e indicano una “miscela di cacao e zucchero, con eventuale aggiunta di aromi o altre sostanze, venduta in polvere o sottoforma di tavolette e cioccolatini”. Nell’uso pratico, tuttavia, la forma femminile viene riservata alla bevanda calda e la forma maschile al prodotto solido sotto forma di tavolette, praline e cioccolatini.
Vorrei bere una tazza di cioccolata calda con la panna.
La cioccolata si prepara sciogliendo il cioccolato in polvere nel latte caldo.
Abbiamo acquistato una tavoletta di cioccolato.
Luisa ha preparato il ciambellone al cioccolato.
E ORA TOCCA A VOI!
Completare il testo con le seguenti parole mancanti:
nocciola tonda– milioni – impasto – fu perfezionata– il giro del mondo – cacao – barca rovesciata – maschera torinese – essere incartato – gianduia
Il gianduiotto è uno dei simboli della finissima arte dolciaria torinese; con la sua forma inconfondibile di ___________, è composto da un tipo di cioccolato denominato __________.
Il gianduia è un impasto di cioccolato nato proprio a Torino nel 1806. La sua creazione si attribuisce ai cioccolatai torinesi che, durante il blocco economico ordinato da Napoleone per i prodotti dell’industria britannica e delle sue colonie, sostituirono l’ormai costosissimo ___________ con la ___________ delle Langhe (più economica e facile da reperire).
Primo cioccolatino ad ___________ singolarmente, il gianduiotto fu prodotto per la prima volta dalla famosa società dolciaria torinese Caffarel, una delle più antiche aziende italiane di dolciumi, grazie a una macchina ideata dall’’imprenditore Paul Caffarel. L’___________ dell’epoca era composto da cacao, acqua, zucchero e vaniglia. Vent’anni più tardi la ricetta ___________ aggiungendo le nocciole tostate e macinate finemente.
La prima presentazione al grande pubblico ebbe luogo durante i festeggiamenti del carnevale del 1865 grazie alla __________ Gianduja che distribuiva per le strade della città questa nuova squisitezza. Da questo episodio i deliziosi cioccolatini hanno preso il nome di gianduiotti. Il successo fu immediato e da allora ogni anno vengono prodotti __________ di gianduiotti, industriali e artigianali, gustati in Italia e non solo. Una dolcezza e un sapore unico che da Torino ha fatto ___________ .
(liberamente tratto da “https://www.guidatorino.com/gianduiotto-storia-cioccolatino-torino/”)


Mi è piaciuto molto la sua lezione.
È molto interessante e informativa.
Ci provvede con la pratica di parlare, ascoltare, e l’insegnamento della grammatica corretta.
Grazie mille.
Rebecca Brand 😀