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N.32
25 ottobre 2025 – Eleonora Corradi
Le carte da gioco italiane: storia, varietà e immaginario culturale
Quando si parla di carte da gioco italiane, si pensa immediatamente ai quattro semi latini (spade, bastoni, coppe e denari) raffigurati con linee eleganti e colori brillanti. Questi simboli, presenti in numerose varianti regionali, sono molto più che un semplice strumento di gioco: raccontano secoli di scambi commerciali, influenze culturali e identità locali.
Origini delle carte da gioco: dall’Oriente al Mediterraneo.
Le carte da gioco non sono nate in Europa. Le prime tracce documentate risalgono alla Cina medievale, dove le carte venivano utilizzate per giochi e scommesse. Dalla Cina, l’idea si diffuse attraverso la Via della Seta e raggiunse il mondo islamico, in particolare l’Egitto, dove comparvero mazzi con quattro semi: coppe, denari, spade e mazze da polo.
Quando queste carte arrivarono in Italia, nel Trecento, le mazze da polo (poco familiari) vennero sostituite da bastoni, mentre le spade conservarono la forma ricurva tipica delle armi orientali. Da qui nacquero i semi latini, che si diffusero anche nella penisola iberica e in parte della Francia.
Tipi di carte da gioco e aree di appartenenza: un mosaico regionale.
La penisola italiana ha sviluppato un’impressionante diversità regionale di mazzi.
Nel Nord Italia (Bergamasche, Bresciane, Trevigiane, Triestine, Trentine, Bolognesi) dominano i semi italiani: spade ricurve spesso incrociate, bastoni simili a scettri, coppe di forma elegante.
Nel Sud Italia (Napoletane, Piacentine, Romagnole, Siciliane, Sarde) si percepisce la forte influenza spagnola: le spade diventano dritte, i bastoni nodosi, le coppe più panciute. Le carte napoletane, tra le più iconiche, presentano elementi decorativi tradizionali come il Gatto Mammone nel tre di bastoni e l’aquila bicipite nell’asso di denari.
In Alto Adige, invece, si usano spesso carte con semi tedeschi (ghiande, foglie, cuori e campanelli) a testimonianza della storia mitteleuropea della regione.
Un tipo diverso di carte da gioco: i tarocchi italiani.
Oltre ai mazzi da 40 carte, l’Italia vanta una lunga tradizione legata ai tarocchi. A Bologna, il Tarocco bolognese utilizza un mazzo da 62 carte con figure speciali e trionfi. A Firenze, tra Cinque e Seicento, Le Minchiate ampliarono il mazzo fino a 97 carte, includendo segni zodiacali e virtù teologali.
Nati come giochi di presa, i tarocchi italiani hanno influenzato la tradizione dei tarocchi europei ben prima che si diffondesse il loro uso in pratiche esoteriche.
Le carte nei giochi e rituali sociali.
Le carte italiane non sono mai state un semplice passatempo individuale: rappresentano un rito collettivo. Tra i giochi più popolari si trovano Scopa, Briscola e Tressette. La Scopa si gioca per presa e assegna punti per scope, denari, settebello e primiera. La Briscola si basa sulla presa con un seme dominante, la “briscola”. Il Tressette, considerato il più “intellettuale”, richiede memoria, strategia e una complicità silenziosa tra compagni di squadra.
Questi giochi non sono confinati ai tornei: vivono nei bar, nei circoli, nelle cucine, accompagnati da chiacchiere tra amici, battute, superstizioni e piccoli rituali tramandati da generazioni.
Le carte da gioco nell’arte.
La scena di una partita a carte ha ispirato pittori di ogni epoca, diventando simbolo di inganno, astuzia o leggerezza mondana.
Il celebre “I bari” di Caravaggio (1594) ritrae un giovane truffato da due complici, esaltando la tensione psicologica e la teatralità della scena.
Nel Settecento veneziano, Pietro Longhi rappresenta Il Ridotto, salone da gioco aperto durante il Carnevale, dove aristocratici mascherati si sfidano ai tavoli da gioco.
Queste opere mostrano come il gioco di carte, ben oltre il tavolo, sia un potente spaccato sociale.
Le carte da gioco dai quadri allo schermo: “Lo scopone scientifico”.
Nel cinema italiano, i giochi di carte assumono spesso valore simbolico. Nel film “Lo scopone scientifico” (1972) di Luigi Comencini, una ricchissima signora americana (Bette Davis) sfida ogni anno una coppia romana di estrazione popolare (Alberto Sordi e Silvana Mangano) in una lunga partita di scopone. La sfida diventa metafora della lotta di classe: i ricchi giocano “scientificamente” e calcolano tutto; i poveri sognano la rivincita ma vengono sistematicamente sconfitti.
Il fascino immortale delle carte da gioco italiane.
Le carte da gioco italiane sono molto più che un passatempo. Raccontano rotte commerciali, influenze artistiche, rivalità sociali e memorie familiari. Dalle corti rinascimentali alle osterie di provincia, dai dipinti di Caravaggio ai film degli anni Settanta, queste carte hanno attraversato i secoli senza perdere il loro fascino. E ancora oggi, in molti bar italiani, basta un mazzo per dare inizio a una partita, una sfida o, semplicemente, a una storia.
LO SAPEVATE?
Dietro la lunga storia delle carte italiane ci sono anche aziende che hanno trasformato un oggetto popolare in un prodotto di eccellenza. Le due case più note sono Dal Negro e Modiano, marchi storici che da oltre un secolo dominano la produzione nazionale. Dal Negro, fondata a Treviso nel 1756, ha iniziato come bottega artigiana e oggi esporta mazzi in tutto il mondo. Conosciuta per la qualità dei materiali, l’attenzione ai dettagli grafici e l’eleganza delle confezioni, non produce solo carte da gioco tradizionali, ma anche tarocchi e carte personalizzate per casinò. Modiano, nata a Trieste nel 1868, è un altro nome leggendario. Le sue carte si distinguono per la particolare resistenza e la stampa nitida, caratteristiche che le hanno rese le preferite di molti circoli, tornei ufficiali e casinò europei.
Sia Modiano che Dal Negro sono fornitrici ufficiali di diversi casinò e sale da gioco in Italia e all’estero.
E ORA TOCCA A VOI!
Abbinare le parole / le espressioni seguenti alla loro definizione corrispondente: Match the words or expressions below with their correct definition:
A. Strozzare
B. Fare cappotto
C. Scartine
D. Carichi (o onori)
E. Valere come il due di picche
F. Figure
G. Calare una carta
H. Presa
I. Tagliare il mazzo
J. Avere un asso nella manica
1. Avere una risorsa nascosta o una strategia segreta pronta per essere usata al momento giusto.
2. Re, donna e fante: le carte con figure umane.
3. Vincere una partita senza lasciare neppure un punto all’avversario.
4. Carte di valore alto (assi, tre, re, ecc.), determinanti per la vittoria.
5. Dividere il mazzo di carte in due blocchi prima di distribuirlo, come gesto per garantire la correttezza della partita.
6. Carte di poco valore, spesso usate per liberarsi o non sprecare punti.
7. Vincere una presa bloccando l’avversario che avrebbe potuto fare punto.
8. Quando una carta vince la mano e conquista le carte sul tavolo.
9. Giocare una carta sul tavolo.
10. Espressione colloquiale per dire che qualcosa “vale pochissimo” o “non conta niente”.





