Le Ultime dallo Stivale

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N.22

29 dicembre 2024 – Eleonora Corradi

Le celebrazioni della Befana variano da regione a regione, arricchite da usanze locali e manifestazioni folcloristiche.

Per esempio a Roma, la famosa Piazza Navona si anima con bancarelle e attrazioni che attirano grandi e piccini. In Veneto e Friuli Venezia Giulia, la notte della Befana è associata ai “panevin” o “fogheracce“, grandi falò di inizio anno che rappresentano la chiusura del ciclo natalizio e hanno significati propiziatori.

Spesso, la celebrazione della Befana è accompagnata da processioni religiose e rappresentazioni dei Re Magi, cosicché ci si muove fra sacro e profano, mescolando tradizioni antiche di varia origine.

La Befana nella cultura popolare.

La Befana è diventata un simbolo nazionale: nonostante il passare del tempo e l’avvento di nuove tradizioni, la vecchietta continua ad essere amata e celebrata. La sua figura è presente in racconti, poesie e filastrocche popolari, tra cui la celebre:

La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte, con le toppe alla sottana, viva viva la Befana!

Questi versi, di cui esistono numerose varianti, trasmessi di generazione in generazione, testimoniano l’importanza di questa tradizione nella cultura italiana.

La Festa della Befana rappresenta un momento di condivisione e gioia che chiude il periodo natalizio con un tocco di magia. Non è solo una celebrazione dedicata ai bambini, ma anche un’occasione per riscoprire le radici culturali e storiche di una tradizione tutta italiana. Nel suo volo annuale, la Befana non porta solo dolci e carbone, ma anche il ricordo di un passato ricco di significati e l’augurio di un futuro luminoso.



LO SAPEVATE? 

In passato, era diffusa la tradizione della “Befana del vigile urbano”: nel giorno dell’Epifania, i cittadini portavano in dono ai vigili urbani pacchi contenenti frutta, dolci e vino e li lasciavano vicino alle piattaforme da cui i vigili dirigevano il traffico. Nata agli inizi del Novecento e molto popolare negli anni ‘50, questa usanza era nata con l’intenzione di aiutare una categoria con condizioni economiche modeste. Anche con il miglioramento del tenore di vita, la tradizione continuò, poiché i vigili donavano i regali ricevuti alle famiglie bisognose, in segno di solidarietà. Tuttavia, con l’introduzione dei semafori e il cambiamento delle abitudini negli anni ‘60, gli anni del boom economico, questa usanza è andata via via scomparendo.

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Eleonora Corradi

Nata e cresciuta a Milano, ha studiato e lavorato a Milano (dove ha ottenuto il suo PhD), Londra, Grenoble, Berna, Parigi e New York; attualmente si occupa di traduzioni tecniche e di insegnamento dell’italiano come seconda lingua.
È autrice e traduttrice di numerosi articoli scientifici pubblicati su riviste specializzate e ha collaborato alla stesura di testi per La Settimana Enigmistica e per pubblicazioni di scuole internazionali.
Da quasi venti anni insegna italiano agli stranieri e negli ultimi sette ha lavorato presso Collina Italiana. Durante le sue lezioni, ama arricchire la didattica della lingua e della grammatica con la lettura di articoli, libri, fumetti e brevi testi, al fine di far conoscere ai suoi studenti la cultura, le tradizioni e le espressioni tipicamente italiane, utilizzando anche giochi e curiosità sulla lingua, l’origine e gli usi delle parole.

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