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N.22
29 dicembre 2024 – Eleonora Corradi
La Festa della Befana: storia e tradizioni di una ricorrenza tutta italiana
La Festa della Befana, celebrata ogni anno il 6 gennaio, rappresenta una delle tradizioni più radicate e affascinanti del folklore italiano. Questo giorno, che coincide con l’Epifania, segna la conclusione delle festività natalizie ed è atteso con grande entusiasmo, soprattutto dai bambini, per i doni che porta la simpatica vecchietta. Ma quali sono le origini di questa figura e come si è evoluta la tradizione nel corso dei secoli?
Le origini della Befana.
La figura della Befana affonda le sue radici in tradizioni pagane precristiane legate ai cicli della natura e all’anno agricolo. Nelle antiche culture italiche, l’inizio di gennaio rappresentava un momento di transizione, in cui si celebrava la fine dell’anno vecchio e l’inizio di quello nuovo. Durante questo periodo, si credeva che spiriti benevoli sorvolassero i campi per garantirne la fertilità e il buon raccolto per l’anno successivo.
Con l’avvento del Cristianesimo, queste credenze vennero assimilate e reinterpretate in chiave religiosa. La Befana, il cui nome deriva probabilmente da una deformazione del termine “Epifania”, è stata associata ai Re Magi e alla loro visita a Gesù Bambino. Secondo una leggenda popolare, i Magi, durante il loro viaggio, chiesero indicazioni a una vecchietta per trovare la strada verso Betlemme. La donna, però, rifiutò di accompagnarli. In seguito, pentitasi, preparò un sacco di dolci e si mise in cammino, visitando ogni casa nella speranza di trovare il Bambino Gesù. Da allora, si racconta che la Befana continui a viaggiare ogni anno, portando dolci ai bambini buoni e carbone a quelli meno obbedienti.
La tradizione dei doni.
Uno degli aspetti più caratteristici della Festa della Befana è la distribuzione di doni. Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, la Befana si cala dal camino e riempie le calze lasciate appese dai bambini. A seconda del comportamento tenuto durante l’anno, i piccoli possono ricevere dolci, caramelle, cioccolata o, i meno meritevoli, carbone. Quest’ultimo è oggi spesso sostituito da dolci di zucchero colorato a forma di carbone, il che rende il gesto meno severo e più giocoso.
Le calze, simbolo della tradizione, vengono preparate con cura dai bambini, che attendono con ansia il risveglio per scoprirne il contenuto. L’usanza non è solo un momento di gioia per i più piccoli, ma anche un modo per ricordare l’importanza della generosità e del buon comportamento durante l’anno.
Simbolismo e aspetto della Befana.
La Befana è rappresentata come una vecchia dall’aspetto simpatico e talvolta buffo: con un naso lungo e prominente, una scopa volante e abiti logori, ma colorati. Questa figura, sebbene legata al mondo magico, è vista con affetto e non incute timore. L’aspetto da vecchia è legato alla simbologia dell’ “anno vecchio” cioè l’anno appena concluso che si può quindi bruciare, come accade in molti paesi europei dove dei fantocci vestiti con abiti logori sono bruciati nei primi giorni dell’anno. Il sacco dei doni assume un significato propiziatorio per l’anno nuovo. La scopa, oltre a essere il mezzo di trasporto della Befana, simboleggia anche la purificazione e la pulizia: un oggetto metaforico che spazza via le negatività dell’anno passato, aprendo la strada a un nuovo inizio.
Festeggiamenti in Italia.
Le celebrazioni della Befana variano da regione a regione, arricchite da usanze locali e manifestazioni folcloristiche.
Per esempio a Roma, la famosa Piazza Navona si anima con bancarelle e attrazioni che attirano grandi e piccini. In Veneto e Friuli Venezia Giulia, la notte della Befana è associata ai “panevin” o “fogheracce“, grandi falò di inizio anno che rappresentano la chiusura del ciclo natalizio e hanno significati propiziatori.
Spesso, la celebrazione della Befana è accompagnata da processioni religiose e rappresentazioni dei Re Magi, cosicché ci si muove fra sacro e profano, mescolando tradizioni antiche di varia origine.
La Befana nella cultura popolare.
La Befana è diventata un simbolo nazionale: nonostante il passare del tempo e l’avvento di nuove tradizioni, la vecchietta continua ad essere amata e celebrata. La sua figura è presente in racconti, poesie e filastrocche popolari, tra cui la celebre:
“La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte, con le toppe alla sottana, viva viva la Befana!“
Questi versi, di cui esistono numerose varianti, trasmessi di generazione in generazione, testimoniano l’importanza di questa tradizione nella cultura italiana.
La Festa della Befana rappresenta un momento di condivisione e gioia che chiude il periodo natalizio con un tocco di magia. Non è solo una celebrazione dedicata ai bambini, ma anche un’occasione per riscoprire le radici culturali e storiche di una tradizione tutta italiana. Nel suo volo annuale, la Befana non porta solo dolci e carbone, ma anche il ricordo di un passato ricco di significati e l’augurio di un futuro luminoso.
LO SAPEVATE?
In passato, era diffusa la tradizione della “Befana del vigile urbano”: nel giorno dell’Epifania, i cittadini portavano in dono ai vigili urbani pacchi contenenti frutta, dolci e vino e li lasciavano vicino alle piattaforme da cui i vigili dirigevano il traffico. Nata agli inizi del Novecento e molto popolare negli anni ‘50, questa usanza era nata con l’intenzione di aiutare una categoria con condizioni economiche modeste. Anche con il miglioramento del tenore di vita, la tradizione continuò, poiché i vigili donavano i regali ricevuti alle famiglie bisognose, in segno di solidarietà. Tuttavia, con l’introduzione dei semafori e il cambiamento delle abitudini negli anni ‘60, gli anni del boom economico, questa usanza è andata via via scomparendo.


