- FALL CLASSES 2026


Rosa –
il colore dell’Italia invade sempre l’anima.
Che sia caldo e calmo, o fresco e sereno, l’alba o il tramonto,
l’estate o l’inverno a Vicenza.
Il tuo respiro segue il lento movimento del fiume,
che ti trasporta indietro nel tempo.
Queste risposte contano davvero?
Loro sono nel tuo cuore… così..
Non perderai mai la sensazione… l’emozione… l’amore…
anche se non torni mai…
Guardi il cielo e sarai lì.
L’estate mi chiama al mare
e le onde sacre e martellanti.
L’estate mi chiama sul campo
lontano dalla riva e dal rumore dei gabbiani.
L’estate mi chiama al profumo
attraverso il cancello del giardino
per sedermi tra i fiori e le api
il cui ronzio rompe la mia solitudine.
Desidero che l’estate non finisca
Ma il mio cuore ama l’autunno tanto
con foglie come una turbina, e colorate.
E cosi, riposo sui pensieri di cambiamento.
Avventure e Sventure
Lo sciame di turisti
Svanisce il portafoglio
Nei grandi posti
Nei vicoli nascosti
Tra le crepe del degrado
La vita fiorisce
I ricchi e poveri
I buoni e cattivi
I belli e brutti

Qual è il paesaggio italiano?
D’estate è il mare della Sicilia, scintillante e accecante dal sole.
D’autunno sono le colline della Toscana coperte dagli aghi di cipresso,
Il profumo di pino e cinghiale
D’inverno sono le montagne del nord.
Il silenzio della neve che cade.
In primavera è la rinascita del vulcano addormentato.
Camminare il sentiero degli ulivi
Sulle orme di San Francesco
Da Spoleto ad Assisi
O forse il contrario
Udire lo zeffiro fra le foglie
Sentirlo sulla pelle
Cercando una meta invisibile
Tra le olive cadute
I pellegrini sono andati per questa via
Attraverso i secoli scorsi, perduti nella preghiera
La testa chinata
Nella solitudine nella folla di persone
Parlando al cielo, aspettando una risposta
Oppure chiacchierando senza senso da soli
Nel vuoto
Gli occhi chiusi
Camminare su quel sentiero
Dove sono andati tanti altri
Anch’io ho la testa chinata
Ma gli occhi aperti
Vedendo le olive cadute a terra
Nere verdi viola
Senza toccarle
Solo guardando
Immagino il sapore
La benedizione dell’olio
Il piacere vietato ai veri pellegrini
Camminare
Immaginare
Assaggiare
Sensazioni che non ho conosciuto
Ancora
Per chi lo sa leggere, l’Etna è un orologio.
Non indica ore, minuti, secondi;
no: a quell’altitudine si tratta di anni e decenni.
Le lancette lungo i suoi fianchi, forse non l’hai notate
per via della loro grandezza,
però l’Etna ne ha più di tre.
Infatti ogni eruzione ne fa una nuova.
Invece di muoversi in senso orario,
le sue lancette ricordano il tempo
cambiando il colore.
Tutta nera è segno di eruzione recente.
Se ti pare rossa-arancia è l’ora di dartela a gambe.
Quando ti accorgi che è ingrigita,
significa che son passati dieci anni.
Saprai che ne sono passati altri dieci,
se è ben maculata di verde chiaro (o giallo, a seconda della stagione)
e assomiglia al collo di giraffa.
Tonalità di verde scuro e castano di foresta
segnalano che trent’anni sono scorsi.
Chi ha osservato tre volte quel percorso
da nero a verde foresta,
ha vissuto una vita bella lunga.

Il fascino dell’Italia viene da dieci mesi passati
a Caramagna,
un posto perso all’ombra delle Alpi.
Infatto le vedavamo sedute sul tetto della casa
che era raggiunto passando il solaio, una
meraviglia all’ultimo piano, allo stesso tempo
chiuso e aperto,
dove una volta stagionavano i salami.
Devo rallentare, lasciar tornare le immagini.
Una casa del tredicesimo secolo
su una strada con portici
che finisce in una piazza
con una chiesa
con un unico incrocio
e nessuna stazione ferroviaria.
Per la cena si faceva la spesa alla
salumeria davanti casa.
Per aiutarci a digerire si faceva una
passeggiata fuori casa, lungo una stradina
affiancata da quei alberi tronchati con rametti aguzzi.
Attorno ai campi di grano.
È iniziato con un pellegrinaggio
Per essere a mio agio.
Ero in Sicilia quando ho guardato
Un tramonto che mi ha ammiccato.
Era una brezza lenitiva
Che mi ha colpito a Taormina.
E poi ho deciso di andare all’avventura.
Il desiderio di esplorare l’Italia è sicuramente sfaccettato.
Più di avere un ambiente riposante o un giorno soleggiato,
Quali sono i miei sogni, mi chiedi?
È l’incanto di trovare dei cibi dai molti sapori
In un paese che sa essere di tutti i colori.

Gli uccelli s’librano
nei raggi del sole
ed il campo che sotto
é bagnato da luce.
Il sole é caldo,
bloccato da foglie,
nel vento gentile
mi siedo sereno.
Sto io all’ombra
sotto sole e cielo,
nei baci dell’brezza
e riposo tranquillo.
Passa il sole
nei raggi di luce,
con alberi sopra
sono sciolto con gioia.
I pesci sorridono
vedendo che siamo tornati nella baia,
nell’acqua limpida e piacevole,
tra le mie braccia ci sei tu,
mentre Febo glorioso proclama:
È cosi facile essere felici!

Il sole sull’orizzonte,
Ebbe già tante volte,
Inghiottito la nave dell’amante.
Il vento australe agitava sulla spiaggia,
Un vestito celeste.
Il mare vuoto riempì
I suoi occhi rinunciati.
Da quell’isola dei pianti,
La principessa dei labirinti
Non riusciva a liberarsi.
La luna risvegliò
Antiche canzoni.
Arrivò un miraggio
Trainato da due ghepardi.
Gli animali recitarono
Promesse divine.
Bolliva il suo sangue
Dal buco del cuore.
Ma se bevesse il vino sacro,
Avrebbe ancora sete.
Come le notti d’estate
Il sogno passerebbe.
Dopo il canto dei fauni,
Un silenzio pesante.
Non si alzerebbe soffio,
Se la nebbia sparisse.
Sotto stelle appena nate,
Un’anima morente.
Rimarrebbe nella sabbia,
Un’unica Baccante.
nel tuo silenzio
nell’estate della mia anima
ti ho trovato
vivendo
vedo i tuoi bambini
giocando
i tuoi genitori
parlando
i tuoi vecchi
sedendo
nei bar e nei caffè
Samanta, Daniela, Julia, Alex
i tuoi giovani
chiacchierando
in tutte queste cose
trovo il tuo
cuore
sotto le stelle sulle tue
spiagge
sotto le tende sulle tue
terrazze
con il loro bucato
appeso
nei sorrisi
saluti mattutini
Via Lauro, Fiume Lao
Togliatti e Mancini
strada marina
le camminavo tutte di sera
notte e mattina
impaziente sono di conoscerti
nel tuo rumore di
silenzio
nel silenzio della tua
musica
nella musica del tuo
amore

