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N.41
25 luglio 2026 – Eleonora Corradi
Il tramezzino compie 100 anni: la storia di un classico tutto italiano
Ci sono cibi che, pur essendo semplici, riescono a entrare nella storia di un Paese. È il caso del tramezzino, che nel 2026 festeggia il suo centenario. Da un piccolo caffè nel centro di Torino è nato uno degli spuntini più amati dagli italiani, presente oggi nei bar, nei buffet, negli aperitivi e nelle pause pranzo. Dietro due fette di pane morbido e una farcitura gustosa si nasconde una storia fatta di viaggi, intuizioni e perfino di letteratura. A distanza di cento anni, il tramezzino continua a essere un simbolo della gastronomia italiana e dimostra che anche le idee più semplici possono avere un successo straordinario.
Il tramezzino nasce a Torino.
Contrariamente a quanto molti pensano, il tramezzino non è nato a Venezia, ma a Torino, nel celebre Caffè Mulassano, in Piazza Castello. Nel 1925 il locale fu acquistato da Angela Demichelis Nebiolo e dal marito Onorino Nebiolo, due torinesi rientrati dagli Stati Uniti dopo aver vissuto per alcuni anni a Detroit. Durante il loro soggiorno avevano conosciuto il pane morbido usato per i sandwich americani e decisero di proporre qualcosa di simile anche in Italia.
Secondo il racconto più diffuso, i coniugi importarono una macchina per preparare i toast, ma il risultato non convinse la clientela torinese. Angela ebbe allora un’idea semplice quanto geniale: utilizzare lo stesso pane morbido senza tostarlo, eliminare la crosta e farcirlo con ingredienti di qualità. I primi tramezzini erano molto eleganti e venivano serviti insieme all’aperitivo, spesso accompagnati da un bicchiere di Vermut. Quella che sembrava soltanto una piccola novità si trasformò presto in una tradizione destinata a diffondersi in tutta Italia.
Perché il tramezzino si chiama così?
Anche il nome del tramezzino ha una storia interessante. Fino agli anni Venti si parlava semplicemente di sandwich, una parola inglese che durante il periodo fascista era poco gradita, perché si cercava di sostituire i termini stranieri con parole italiane. Secondo la tradizione, fu Gabriele D’Annunzio a proporre il nome tramezzino, diminutivo di tramezzo, cioè “ciò che sta in mezzo”. Il termine richiamava sia il ripieno racchiuso tra due fette di pane sia uno spuntino consumato tra un pasto e l’altro. Non sarebbe la prima volta che il celebre poeta lascia un segno nella lingua italiana. A lui vengono infatti attribuiti anche termini ancora oggi molto comuni, come velivolo, fusoliera, scudetto e perfino la scelta di usare la parola automobile al femminile. Che il nome del tramezzino sia nato davvero durante una visita al Caffè Mulassano o che sia stato adottato poco dopo, una cosa è certa: quella parola ebbe un successo enorme e sostituì rapidamente il termine inglese.
Il tramezzino conquista gli italiani.
Negli anni successivi il tramezzino uscì dai confini di Torino e iniziò a comparire nei caffè e nei bar di molte città italiane. La sua forza era la semplicità: era facile da preparare, comodo da mangiare e permetteva infinite combinazioni di ingredienti. Tonno e maionese, prosciutto e formaggio, uova, pomodoro, olive, carciofini o salmone sono solo alcuni dei ripieni diventati classici nel corso del tempo.
Un ruolo importante nella sua diffusione lo ebbe anche la rivista La Cucina Italiana, che nel 1936 pubblicò una delle prime ricette dedicate al tramezzino, contribuendo a far conoscere questa specialità in tutto il Paese. Da allora il tramezzino è entrato stabilmente nelle abitudini degli italiani, diventando una presenza immancabile nei buffet, nelle feste di famiglia e nelle pause di lavoro.
Il tramezzino oggi: una tradizione che continua.
Dopo cento anni, il tramezzino continua a essere attuale. Accanto alle ricette più tradizionali sono nate versioni vegetariane, gourmet e perfino ispirate alle cucine internazionali. Molti chef hanno deciso di reinterpretarlo utilizzando ingredienti ricercati, mentre i bar continuano a proporre le farciture classiche che tutti conoscono.
Per celebrare questo importante anniversario, il Caffè Mulassano e la città di Torino hanno organizzato nel 2026 eventi e iniziative dedicate al loro prodotto più famoso. L’obiettivo non è soltanto ricordare la sua nascita, ma anche valorizzare un pezzo della cultura gastronomica italiana che, con il passare degli anni, è diventato un simbolo riconoscibile anche all’estero.
Il tramezzino è molto più di un semplice panino.
Il successo del tramezzino dimostra che la cucina italiana non è fatta soltanto di grandi piatti tradizionali. A volte basta un’idea semplice, realizzata con ingredienti di qualità e un pizzico di creatività, per lasciare un segno nella storia. In un secolo il tramezzino è cambiato, si è adattato ai gusti delle diverse epoche e ha assunto forme e farciture sempre nuove, ma è rimasto fedele alla sua caratteristica principale: essere uno spuntino pratico, gustoso e capace di mettere d’accordo quasi tutti.
Forse è proprio questo il segreto della sua longevità. Nato quasi per caso in un piccolo caffè torinese, è riuscito a trasformarsi in qualcosa di unico e profondamente legato alla nostra cultura gastronomica. Dopo cento anni, continua a essere preparato, reinventato e gustato con lo stesso piacere, un vero esempio di come una tradizione locale possa trasformarsi in un simbolo nazionale, che racconta una piccola, ma affascinante storia italiana.
LO SAPEVATE?
Non tutti i tramezzini hanno la stessa forma! Oggi il formato triangolare è il più diffuso e permette di vedere subito il ripieno, oltre a rendere il tramezzino più pratico da mangiare. Tuttavia, in alcune città, soprattutto in Piemonte, è ancora possibile trovare tramezzini rettangolari, più simili a quelli preparati agli inizi del Novecento. Venezia invece è famosa per i suoi tramezzini “a gobba” in cui la farcitura è concentrata soprattutto al centro, creando, appunto, una sorta di “gobba”. Una versione più moderna è invece quella del tramezzino arrotolato in cui il pane viene appiattito, farcito, arrotolato e poi tagliato a rondelle.
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E ORA TOCCA A VOI!
Completare la ricetta con i verbi del riquadro coniugati all’imperativo (tu). Attenzione: i verbi non sono in ordine.
aggiungere – appoggiare – lasciare – eliminare – mettere – prendere – premere – servire – spalmare – tagliare – preparare
Come preparare un tramezzino perfetto
________ due fette di pane per tramezzini e ________ con cura la crosta. ________ gli ingredienti necessari: prosciutto cotto, formaggio, lattuga e pomodoro. ________ un sottile strato di maionese su entrambe le fette di pane e poi ________ il prosciutto, il formaggio e le verdure in modo uniforme. ________ la seconda fetta di pane sopra il ripieno e ________ delicatamente con le mani, senza schiacciare troppo. A questo punto ________ il tramezzino in due triangoli oppure lascialo intero, se preferisci. ________ il tramezzino su un piatto e ________ subito, oppure ________ qualche minuto in frigorifero prima di servirlo, così sarà ancora più compatto e facile da mangiare.





