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N.40
25 giugno 2026 – Eleonora Corradi
Il sorriso che diventò la Repubblica
Provate a cercare su Internet una fotografia della nascita della Repubblica Italiana. Molto probabilmente vedrete l’immagine di una giovane donna sorridente che emerge da una copia del giornale con il titolo: «È nata la Repubblica Italiana».
Da ottant’anni questa fotografia accompagna articoli, libri di storia e celebrazioni del 2 giugno ed è diventata uno dei simboli più famosi dell’Italia democratica. Eppure, per molto tempo, nessuno sapeva chi fosse quella ragazza.
Nel 2026, mentre l’Italia celebra l’ottantesimo anniversario della Repubblica, vale la pena raccontare la sua storia.
Chi era la ragazza della fotografia?
La fotografia fu realizzata nel giugno del 1946 dal fotografo Federico Patellani, uno dei più importanti fotoreporter italiani del Novecento. Per decenni l’identità della giovane donna rimase un mistero e solo nel 2016 una ricerca giornalistica riuscì a dare un nome a quel volto: si chiamava Anna Iberti.
Anna era nata a Milano nel 1922 e lavorava come impiegata presso il quotidiano socialista Avanti!. Aveva soltanto ventiquattro anni quando fu fotografata; non era una politica, non era una celebrità e non immaginava certo che il suo sorriso sarebbe diventato il simbolo di una nuova epoca. Eppure, quel volto giovane e pieno di speranza rappresentava perfettamente lo stato d’animo di molti italiani dopo gli anni difficili della guerra.
Un Paese che doveva scegliere il proprio futuro.
Per capire il significato di quella fotografia bisogna tornare al 1946.
La Seconda Guerra Mondiale era appena terminata, le città portavano ancora i segni dei bombardamenti, l’economia era in difficoltà e milioni di persone cercavano di ricostruire la propria vita.
L’Italia doveva anche prendere una decisione fondamentale: continuare a essere una monarchia oppure diventare una repubblica.
Per questo motivo il 2 e il 3 giugno 1946 fu organizzato un referendum istituzionale in cui i cittadini furono chiamati a votare per scegliere la forma di governo del Paese: era una scelta destinata a cambiare la storia italiana.
Il primo voto delle donne.
Il referendum del 1946, però, fu storico per un’altra ragione: per la prima volta le donne italiane poterono partecipare a una consultazione nazionale. Oggi il diritto di voto sembra una cosa normale, ma all’epoca rappresentò una conquista straordinaria.
Milioni di donne entrarono nei seggi elettorali per esprimere la propria opinione sul futuro dell’Italia. Molte di loro avevano vissuto la guerra, la povertà e la perdita di familiari e ora potevano finalmente partecipare alla vita politica del Paese.
Anche per questo motivo il volto di Anna Iberti è spesso considerato il simbolo di una nuova Italia: un’Italia più democratica, più moderna e più aperta alla partecipazione femminile.
Nasce la Repubblica.
Quando lo spoglio dei voti terminò, il risultato fu chiaro: la Repubblica ottenne circa 12,7 milioni di voti, mentre la Monarchia si fermò a circa 10,7 milioni. Non fu una vittoria schiacciante, ma sufficiente per cambiare il destino del Paese. La dinastia dei Savoia, che aveva guidato l’Italia unita fin dal 1861, lasciò il trono. L’ultimo re, Umberto II, partì per l’esilio.
Da quel momento nacque ufficialmente la Repubblica Italiana.
Il titolo del giornale che compare nella fotografia di Anna Iberti annunciava proprio questa notizia: «È nata la Repubblica Italiana».
La Costituzione e la nuova democrazia.
Contemporaneamente al referendum, gli italiani elessero anche l’Assemblea Costituente, incaricata di scrivere la nuova Costituzione: i lavori durarono più di un anno e portarono alla nascita della Costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Molti dei diritti che oggi consideriamo fondamentali trovano origine in quel documento: la libertà di espressione, l’uguaglianza davanti alla legge, il diritto al lavoro e la tutela della persona. A distanza di quasi ottant’anni, la Costituzione continua a essere il punto di riferimento della vita democratica italiana.
Le celebrazioni dell’ottantesimo anniversario della Repubblica italiana.
Il 2 giugno 2026 l’Italia ha celebrato ottant’anni di Repubblica con eventi in tutto il Paese. A Roma il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato alle tradizionali cerimonie all’Altare della Patria. Come ogni anno, le Frecce Tricolori hanno sorvolato la capitale colorando il cielo con il verde, il bianco e il rosso della bandiera italiana.
Scuole, musei, biblioteche e associazioni culturali hanno organizzato incontri e mostre per ricordare gli eventi del 1946 e spiegare alle nuove generazioni l’importanza della democrazia e della partecipazione civile.
Un sorriso che guarda al futuro.
Ottant’anni dopo, la fotografia di Anna Iberti continua a parlarci: non mostra un generale, un re o un uomo politico, mostra invece una giovane cittadina che guarda al futuro con fiducia. Forse è proprio questo il motivo del suo successo. In quel sorriso possiamo vedere la speranza di un Paese che, dopo la guerra e le difficoltà, stava cercando di ricominciare.
Quando celebriamo la Festa della Repubblica, ricordiamo certamente una data storica e un importante cambiamento politico. Ma ricordiamo anche milioni di persone comuni che, con il loro voto, contribuirono a costruire l’Italia democratica in cui viviamo oggi.
E tra quelle persone c’era anche Anna Iberti, la ragazza che senza saperlo divenne il volto della Repubblica.
LO SAPEVATE?
Oggi il 2 giugno è una festa nazionale e un giorno festivo in tutta Italia, ma non è sempre stato così. Nel 1977, durante un periodo di difficoltà economiche, il governo decise di spostare alcune festività civili alla domenica per ridurre il numero di giorni non lavorativi. Anche la Festa della Repubblica fu coinvolta in questo cambiamento e, per diversi anni, venne celebrata la prima domenica di giugno anziché il 2 giugno.
Solo nel 2001 la data originale fu ripristinata e il 2 giugno tornò a essere una festività nazionale a tutti gli effetti. Da allora, gli italiani celebrano nuovamente la nascita della Repubblica proprio nel giorno in cui, nel 1946, si svolse lo storico referendum che cambiò il futuro del Paese.
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PAROLE DIFFICILI
Incaricare: affidare a qualcuno un compito o una responsabilità. To entrust someone with a task or a responsibility.
L’Assemblea Costituente fu incaricata di scrivere la nuova Costituzione italiana.
The Constituent Assembly was appointed to write the new Italian Constitution.
Indire: annunciare ufficialmente un’elezione, un referendum o una consultazione pubblica. To officially announce an election, a referendum, or a public consultation.
Nel 1946 il governo indisse un referendum per scegliere tra monarchia e repubblica.
In 1946 the government called a referendum to choose between a monarchy and a republic.
Seggio: il luogo dove i cittadini si recano per votare. The place where citizens go to vote.
Il giorno del referendum milioni di italiani andarono al seggio per votare.
On the day of the referendum, millions of Italians went to the polling station to vote.
Spoglio: il conteggio dei voti dopo la chiusura delle urne. The counting of votes after the closing of the ballot boxes.
Dopo lo spoglio dei voti fu proclamata la vittoria della Repubblica.
After the vote count, the victory of the Republic was officially announced.
Ricorrenza: una data importante che viene ricordata o celebrata periodicamente. An important date that is remembered or celebrated periodically.
L’ottantesima ricorrenza della Repubblica è stata celebrata in tutta Italia.
The eightieth anniversary of the Republic was celebrated throughout Italy.





