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N.33
25 novembre 2025 – Eleonora Corradi
La Festa del Ringraziamento tra Italia e Stati Uniti: quando la gratitudine parla due lingue
Il quarto giovedì di novembre, negli Stati Uniti, milioni di persone si riuniscono per celebrare il Giorno del Ringraziamento con una cena ricca di piatti e gesti simbolici: tacchino, purè, salsa di mirtilli rossi, desideri di gratitudine. In Italia la Festa del Ringraziamento non è una celebrazione ufficiale né tradizionale, ma recentemente ha iniziato a farsi conoscere non tanto per la storia originaria, quanto per la sua presenza nei media e sulle tavole internazionali. In questo articolo esploriamo come la festa venga vissuta in Italia da chi ha legami con gli USA e come gli italiani negli Stati Uniti la trasformino in una celebrazione italo-americana.
Festa del Ringraziamento in Italia: una presenza discreta, ma significativa.
In Italia il Ringraziamento non figura nel calendario delle festività nazionali, tuttavia nei grandi centri come Roma cresce l’offerta di appuntamenti tematici: ristoranti, bar e locali organizzano cene dedicate a questa celebrazione, rivolte a espatriati americani, studenti internazionali o italiani curiosi. Ad esempio, nella capitale molti locali propongono un “traditional turkey meal” con tacchino arrosto, contorni e torta di zucca.
Anche l’American Club of Rome organizza la sua “Annual Thanksgiving Dinner” all’Emme Restaurant (Via Margutta 19) in occasione della festa. Per gli americani che vivono in Italia o la visitano, questi eventi sono un’occasione curiosa per osservare come una tradizione americana venga reinterpretata in un contesto diverso.
Parallelamente, la consapevolezza della festa è stata alimentata anche dai media: per esempio, il film Eat Pray Love mostra in una scena la protagonista, in Italia, che sperimenta un pranzo di Thanksgiving con nuovi amici italiani. Inoltre, articoli specializzati segnalano che molti italiani, pur non celebrando ufficialmente la festa, ne hanno familiarità proprio grazie alle scene cinematografiche o televisive che ritraggono famiglie statunitensi riunite attorno al tacchino.
Gli italiani negli USA e la “fusione” culturale della tavola del Ringraziamento.
Negli Stati Uniti, per gli italiani emigrati o italo-americani, il Ringraziamento rappresenta spesso una festa alla quale partecipano con entusiasmo: non trattandosi di una festa religiosa, ma culturale, è più facilmente accessibile a tutti, indipendentemente dalla provenienza. Anche su queste tavole “straniere”, il tacchino resta protagonista, insieme al purè di patate, alla salsa di mirtilli rossi, al ripieno e alla torta di zucca; ma non mancano anche piatti tipicamente italiani: lasagne, pasta al forno, magari il brindisi con un bicchiere di prosecco. Un articolo riportava come lo chef e attore Stanley Tucci suggerisse di includere la lasagna al Ringraziamento in molte famiglie italo-americane.
Questa fusione crea un momento culturale interessante: italiani che partecipano a una tradizione locale (americana) inserendo elementi della propria cucina e identità. Per molti, si tratta di un nuovo “pranzo della domenica” che tuttavia assume un significato supplementare di riconoscimento e gratitudine.
Gli americani in Italia: come reinventare la Festa del Ringraziamento.
Anche per gli americani residenti in Italia, il Ringraziamento assume una forma creativa. Non sempre è semplice reperire un tacchino intero o ingredienti come la salsa di mirtilli rossi, pertanto i menù si adattano: pollo arrosto al posto del tacchino, contorni autunnali italiani (castagne, patate, verdure di stagione), vino novello come accompagnamento. Come nota un blog su Roma: “[…] se desideri mantenere lo spirito della festa americana, sorprendi gli ospiti con tacchino e torta di zucca, ma non stupirti se accanto ci sarà un risotto alla zucca o un vino del territorio”. In questo contesto, il Ringraziamento diventa un ibrido: tradizione americana + cultura italiana, e la tavola diventa il luogo di incontro tra identità.
Un’idea simile, con un sapore diverso.
Anche se in Italia non esiste una giornata nazionale dedicata al “ringraziamento”, il concetto di gratitudine collettiva e condivisione attorno a una tavola non è affatto estraneo alla cultura italiana. Cambia solo la forma.
In molte zone rurali, l’autunno è da secoli legato alle feste del raccolto, sagre popolari che celebrano la fine dei lavori agricoli con vino novello, castagne, funghi e olio appena spremuto. Questi eventi, spesso organizzati a livello di paese o di comunità,
sono momenti in cui si ringrazia per ciò che la terra ha dato, un sentimento non troppo lontano da quello che anima il Thanksgiving americano.
Un esempio emblematico è la Festa di San Martino, l’11 novembre: in gran parte d’Italia si brinda con il vino novello e si celebrano i frutti della stagione. Anche qui la tavola è protagonista, e la festa ha un carattere popolare, semplice e profondamente conviviale.
E poi c’è il pranzo di Natale, o più in generale la tradizione dei grandi pranzi domenicali: momenti non ufficialmente legati a un “grazie” collettivo, ma che racchiudono la stessa idea di riunione, abbondanza e appartenenza. In questo senso, Thanksgiving e le feste italiane condividono la stessa anima, pur avendo forme e rituali diversi.
Una festa universale che viaggia.
Il motivo per cui il Ringraziamento “funziona” anche in Italia è la sua natura accessibile: non è una festa strettamente religiosa né esclusivamente americana nella percezione popolare; parla di famiglia, di riunione, di cibo, di gratitudine.
Così, familiari tacchini serviti con purè e salsa di mirtilli rossi accanto a lasagne o contorni italiani, diventano simboli di dialogo culturale. L’importante non è tanto copiare alla perfezione la tradizione americana, quanto farne un’occasione per stare insieme, sperimentare un momento interculturale e riflettere su cosa significhi “essere grati”.
Due culture, due tavole… un grazie che attraversa l’oceano.
Anche se il Giorno del Ringraziamento non è una festa “italiana” nel senso tradizionale, la sua presenza in Italia, attraverso film, serie TV, cene tematiche e tavolate miste, ne ha generata una tutta nuova. Per alcuni è una festa d’adozione, per altri un “ponte” con la propria identità, per molti semplicemente un momento conviviale in cui ringraziare e stare insieme. Al di là del tacchino e della salsa di mirtilli rossi, ciò che conta è chi inviti a sedere a tavola e che gesto di gratitudine fai.
LO SAPEVATE?
Ogni anno, alla vigilia del Ringraziamento, il Presidente degli Stati Uniti “grazia” ufficialmente due tacchini, salvandoli dal forno e mandandoli in “pensione” in una fattoria, in un campus universitario o a Disney World. Non male come destino, considerando che alcuni di loro (come Pumpkin e Pecan, graziati nel 2008) hanno persino volato in prima classe su un volo United Airlines diretto a Los Angeles. Secondo altre fonti, anche in anni precedenti i fortunati pennuti hanno viaggiato in cabina, comodamente sistemati in gabbie speciali.
PAROLE DIFFICILI
Tacchino: il piatto principale tradizionale del Ringraziamento, simbolo della festa. In genere è arrostito e servito con salse e contorni.
Il tacchino è il vero protagonista del Ringraziamento: senza di lui, la tavola sembrerebbe incompleta.
The turkey is the real star of Thanksgiving: without it, the table would feel incomplete.
Purè di patate: contorno morbido preparato con patate bollite, latte e burro; accompagna quasi sempre il tacchino.
Nessun pranzo del Ringraziamento è completo senza una montagna di purè di patate accanto al tacchino.
No Thanksgiving meal is complete without a big serving of mashed potatoes next to the turkey.
Ripieno: composto di pane, erbe e verdure usato per farcire il tacchino o servito come contorno.
Ogni famiglia ha la sua ricetta segreta per il ripieno: c’è chi aggiunge sedano, chi mele, chi castagne.
Every family has its own secret stuffing recipe: some add celery, others apples, others chestnuts.
Torta di zucca: dolce simbolo del Ringraziamento, a base di purea di zucca, panna e spezie come cannella e noce moscata.
Dopo il pranzo, la torta di zucca profuma la casa e segna l’inizio della stagione natalizia.
After the meal, the pumpkin pie fills the house with its aroma and marks the start of the holiday season.
Avanzi: ciò che rimane del grande pasto del Ringraziamento e che viene consumato nei giorni successivi.
Ogni anno mangiamo gli avanzi del Ringraziamento per una settimana!
Every year we eat Thanksgiving leftovers for a whole week!
Salsa di mirtilli rossi: salsa agrodolce preparata con mirtilli rossi, servita fredda come accompagnamento al tacchino.
La salsa di mirtilli rossi aggiunge una nota fresca e fruttata al sapore intenso del tacchino.
Cranberry sauce adds a fresh, fruity note to the rich flavor of the turkey.
Salsa di carne: salsa calda e densa ottenuta dai succhi di cottura del tacchino, spesso addensata con farina o brodo.
Durante il pranzo, la nonna versa la salsa di carne sopra il purè e il ripieno: è il tocco finale della festa.
During the meal, grandma pours gravy over the mashed potatoes and stuffing: it’s the finishing touch of the feast.





