Le Ultime dallo Stivale

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N.33

25 novembre 2025 – Eleonora Corradi

Il motivo per cui il Ringraziamento “funziona” anche in Italia è la sua natura accessibile: non è una festa strettamente religiosa né esclusivamente americana nella percezione popolare; parla di famiglia, di riunione, di cibo, di gratitudine.

Così, familiari tacchini serviti con purè e salsa di mirtilli rossi accanto a lasagne o contorni italiani, diventano simboli di dialogo culturale. L’importante non è tanto copiare alla perfezione la tradizione americana, quanto farne un’occasione per stare insieme, sperimentare un momento interculturale e riflettere su cosa significhi “essere grati”.

Due culture, due tavole… un grazie che attraversa l’oceano.

Anche se il Giorno del Ringraziamento non è una festa “italiana” nel senso tradizionale, la sua presenza in Italia, attraverso film, serie TV, cene tematiche e tavolate miste, ne ha generata una tutta nuova. Per alcuni è una festa d’adozione, per altri un “ponte” con la propria identità, per molti semplicemente un momento conviviale in cui ringraziare e stare insieme. Al di là del tacchino e della salsa di mirtilli rossi, ciò che conta è chi inviti a sedere a tavola e che gesto di gratitudine fai.


LO SAPEVATE?

Ogni anno, alla vigilia del Ringraziamento, il Presidente degli Stati Uniti “grazia” ufficialmente due tacchini, salvandoli dal forno e mandandoli in “pensione” in una fattoria, in un campus universitario o a Disney World. Non male come destino, considerando che alcuni di loro (come Pumpkin e Pecan, graziati nel 2008) hanno persino volato in prima classe su un volo United Airlines diretto a Los Angeles. Secondo altre fonti, anche in anni precedenti i fortunati pennuti hanno viaggiato in cabina, comodamente sistemati in gabbie speciali.

 

 

PAROLE DIFFICILI

Tacchino: il piatto principale tradizionale del Ringraziamento, simbolo della festa. In genere è arrostito e servito con salse e contorni.

Il tacchino è il vero protagonista del Ringraziamento: senza di lui, la tavola sembrerebbe incompleta.

The turkey is the real star of Thanksgiving: without it, the table would feel incomplete.

 

Purè di patate: contorno morbido preparato con patate bollite, latte e burro; accompagna quasi sempre il tacchino.

Nessun pranzo del Ringraziamento è completo senza una montagna di purè di patate accanto al tacchino.

No Thanksgiving meal is complete without a big serving of mashed potatoes next to the turkey.

 

Ripieno: composto di pane, erbe e verdure usato per farcire il tacchino o servito come contorno.

Ogni famiglia ha la sua ricetta segreta per il ripieno: c’è chi aggiunge sedano, chi mele, chi castagne.

Every family has its own secret stuffing recipe: some add celery, others apples, others chestnuts.

 

Torta di zucca: dolce simbolo del Ringraziamento, a base di purea di zucca, panna e spezie come cannella e noce moscata.

Dopo il pranzo, la torta di zucca profuma la casa e segna l’inizio della stagione natalizia.

After the meal, the pumpkin pie fills the house with its aroma and marks the start of the holiday season.

 

Avanzi: ciò che rimane del grande pasto del Ringraziamento e che viene consumato nei giorni successivi.

Ogni anno mangiamo gli avanzi del Ringraziamento per una settimana!

Every year we eat Thanksgiving leftovers for a whole week!

 

Salsa di mirtilli rossi: salsa agrodolce preparata con mirtilli rossi, servita fredda come accompagnamento al tacchino.

La salsa di mirtilli rossi aggiunge una nota fresca e fruttata al sapore intenso del tacchino.

Cranberry sauce adds a fresh, fruity note to the rich flavor of the turkey.

 

Salsa di carne: salsa calda e densa ottenuta dai succhi di cottura del tacchino, spesso addensata con farina o brodo.

Durante il pranzo, la nonna versa la salsa di carne sopra il purè e il ripieno: è il tocco finale della festa.

During the meal, grandma pours gravy over the mashed potatoes and stuffing: it’s the finishing touch of the feast.

 

Picture of Eleonora Corradi

Eleonora Corradi

Nata e cresciuta a Milano, ha studiato e lavorato a Milano (dove ha ottenuto il suo PhD), Londra, Grenoble, Berna, Parigi e New York; attualmente si occupa di traduzioni tecniche e di insegnamento dell’italiano come seconda lingua.
È autrice e traduttrice di numerosi articoli scientifici pubblicati su riviste specializzate e ha collaborato alla stesura di testi per La Settimana Enigmistica e per pubblicazioni di scuole internazionali.
Da quasi venti anni insegna italiano agli stranieri e negli ultimi sette ha lavorato presso Collina Italiana. Durante le sue lezioni, ama arricchire la didattica della lingua e della grammatica con la lettura di articoli, libri, fumetti e brevi testi, al fine di far conoscere ai suoi studenti la cultura, le tradizioni e le espressioni tipicamente italiane, utilizzando anche giochi e curiosità sulla lingua, l’origine e gli usi delle parole.

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