N.15
25 maggio 2024 – Eleonora Corradi
Il Giro d’Italia: 115 anni di passione per il ciclismo, pedalando tra storia e grandi imprese
Il 4 maggio scorso è partita da Torino la prima tappa del Giro d’Italia, una delle più prestigiose competizioni ciclistiche mondiali, che incarna la passione, la determinazione e la grandezza di questo sport tanto amato in Italia. Con oltre un secolo di storia, questo evento, che si svolge su tre settimane nel mese di maggio, ha sempre attirato l’attenzione di milioni di persone in tutto il mondo, diventando un simbolo del ciclismo e della cultura italiana.
Origine del Giro d’Italia.
L’origine del Giro d’Italia risale al 1908, quando tre giornalisti sportivi visionari, Tullo Morgagni, Eugenio Costamagna e Armando Cougnet, concepirono l’idea di una competizione ciclistica che attraversasse l’Italia. L’annuncio ufficiale della nascita del Giro d’Italia arrivò il 24 agosto 1908, con il sostegno del quotidiano “La Gazzetta dello Sport”. La prima edizione partì il 13 maggio 1909 da Milano, con 127 ciclisti iscritti; la gara si sviluppò in otto tappe, coprendo una distanza totale di oltre 2400 km. Il vincitore fu Luigi Ganna, che si aggiudicò un premio di 5250 lire (circa 100.000 euro attuali).
Da allora, il Giro d’Italia si è svolto tradizionalmente nel mese di maggio, fatta eccezione per gli anni delle due guerre mondiali, quando fu annullato come molti altri eventi sportivi, e per il 2020, quando è stato posticipato a ottobre a causa della pandemia. Il percorso della gara varia ogni anno e attraversa gran parte dello Stivale, con salite in montagna (vero fiore all’occhiello della manifestazione) e tratti in pianura. A volte il percorso ha brevemente “sconfinato” in altri Paesi, per scopi promozionali o commemorativi. Fino al 1960, la partenza e l’arrivo sono stati tradizionalmente a Milano, ma in seguito le città di inizio e fine furono decise dal comitato organizzativo in base a eventi speciali o celebrazioni dell’anno di gara.
Nomi illustri del Giro d’Italia.
Nel corso dei decenni, numerosi ciclisti hanno lasciato il segno in questa prestigiosa competizione. Negli anni Trenta, si assistette a una strenua battaglia tra due grandi campioni, Alfredo Binda e Learco Guerra. Il secondo dopoguerra rappresentò il periodo d’oro per due delle più grandi leggende del ciclismo italiano, Fausto Coppi e Gino Bartali, i quali intrattennero una feroce rivalità che li portò a vincere alternativamente per otto anni consecutivi, conquistando complessivamente 39 tappe. Le loro personalità contrastanti alimentarono le pagine sportive dell’epoca, diventando simbolo di una competizione leale e rispettosa.
Dagli anni Sessanta, iniziarono le vittorie dei ciclisti stranieri, con il belga Eddy Merkx che spiccava come acerrimo rivale del nostro Felice Gimondi. Negli anni Ottanta, il francese Hinault fu il protagonista, inserendosi nel dualismo tutto italiano Saronni–Moser e vincendo varie edizioni; negli anni Novanta, invece, emerse la figura dello spagnolo Miguel Indurain, eterno rivale di Gianni Bugno. Il 1998 fu l’anno di Marco Pantani, soprannominato “il pirata”, che segnò il ritorno dei successi dei grandi ciclisti italiani: con lui, nomi come Savoldelli, Simoni e Basso contraddistinsero le edizioni del primo decennio del 2000. Da allora a oggi, numerose altre figure di grandi ciclisti, italiani e stranieri, si sono alternate sul podio di questa importante gara, tenendo con il fiato sospeso ogni anno milioni di spettatori che li sostengono anche lungo il percorso, affollando gli splendidi tracciati che attraversano paesaggi incredibili del nostro Paese.
Le maglie del Giro d’Italia.
Le maglie del Giro d’Italia rappresentano uno degli elementi più distintivi della competizione. La Maglia Rosa è indossata dal ciclista in testa alla classifica generale e può cambiare proprietario ad ogni tappa. Questo simbolo è stato introdotto nel 1931 e il suo colore rosa è un omaggio alle pagine della Gazzetta dello Sport, stampate su carta rosa dal gennaio 1899.
Accanto alla Maglia Rosa, troviamo la Maglia Ciclamino (assegnata al corridore con più punti nei traguardi intermedi e sugli arrivi), la Maglia Azzurra (riservata al ciclista che conquista più punti sulle tappe di montagna) e la Maglia Bianca (indossata dal giovane sotto i 25 anni con il miglior tempo cumulativo).
Dal 1946 al 1951, è stata introdotta anche la Maglia Nera, destinata all’ultimo in classifica. Nonostante il presunto “disonore” ad essa associato, questa maglia era accompagnata da un premio in denaro, il che portò alcuni atleti ad attardarsi di proposito, per rifarsi di una sconfitta ormai certa con un guadagno extra. La Maglia Nera è stata eliminata nel 1952 su richiesta dei corridori che ritenevano che i comportamenti scorretti emersi dalla lotta per conquistarla compromettessero lo spirito sportivo della competizione.
Il Giro d’Italia al femminile.
Il Giro d’Italia al femminile ha preso il via per la prima volta nel 1988, diventando nel corso degli anni uno degli eventi più importanti nel calendario ciclistico internazionale. Anche questa competizione attraversa in lungo e in largo l’Italia, permettendo però al pubblico e agli appassionati di scoprire non solo le salite e i luoghi più emblematici del ciclismo italiano, ma anche angoli nascosti, al di fuori delle rotte più note.
Parlare del ciclismo femminile non può prescindere dalla straordinaria storia di Alfonsina Strada, che nel lontano 1924 fu la prima (e ultima) donna a correre il Giro d’Italia insieme agli uomini. Nata in una famiglia molto umile, fin da giovane Alfonsina sviluppò una vera passione per la bicicletta e, ancor prima di compiere 14 anni, prese parte a diverse gare, mantenendo segreta la sua partecipazione ai genitori. Costretta a sposarsi a soli 24 anni, trovò il suo primo vero sostenitore nel marito, che la aiutò a competere in gare sempre più importanti. Nel 1924, Alfonsina fu ammessa a partecipare a una edizione del Giro d’Italia e, nelle prime tappe, riuscì a classificarsi prima di molti uomini, attirando l’attenzione del pubblico. Tuttavia, mantenere il passo dei colleghi nelle tappe successive divenne sempre più difficile e nel tempo Alfonsina accumulò un notevole ritardo, arrivando a tagliare il traguardo anche più di due ore dopo l’ultimo concorrente. Nonostante ciò, il pubblico le rimase fedele e fu sempre presente all’arrivo ad aspettarla, fino alla conclusione della tappa finale, che la consacrò per sempre nella storia del ciclismo.
E ORA TOCCA A VOI!
Scegliere la parola corretta fra le tre proposte in grassetto. Choose the correct word from the three proposed in bold.
-Nel passato, il ciclismo era il vero sport nazionale italiano, più importante davvero/persino/benché del calcio.
-Il Giro d’Italia è una corsa ciclistica maschile a/per/con tappe che con/su/di norma si tiene nelle prime tre settimane di maggio.
–Purché/benché/dato che organizzata in Italia, sportivi di tutte le nazionalità partecipano a questa corsa.
-Le montagne attraversate dal Giro sono state lo scenario di tantissime battaglie e, mai/già/spesso, hanno segnato le fasi decisive della gara.
-Il colore della maglia rosa fu scelto in omaggio alle pagine della Gazzetta, stampate anzi/anche/appunto su carta rosa.
-I corridori pensavano che la lotta per la conquista della maglia nera originasse comportamenti che con lo sport non avevano nulla da/ a che/per fare.
-Alla partenza del primo Giro d’Italia ogni corridore aveva con/per/da sé due borracce, una da/di/per acqua e una da/di/per vino.
-Nel 1924, seppure/poiché/affinché tra molte polemiche, Alfonsina Strada prese parte al Giro d’Italia.


Diverto Le Ultime dallo Stivale molto molto! Per piacere le continuano. A proposito….. dove sono le risposte al esame?
Grazie e ciao
Cono
Grazie per quest’articolo. Penso che e’ interessante e ben scritto. Sono lieto l’ho letto.