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UN ANNO DI “LE ULTIME DALLO STIVALE”
N.13
25 marzo 2024 – Eleonora Corradi
Il cinema italiano agli Oscar: una storia epica di trionfi e delusioni
Anche se nel 2024 l’Italia fa ritorno a casa dalla cerimonia degli Oscar a mani vuote, il rapporto tra il nostro cinema e i premi più prestigiosi del settore è un lungo percorso segnato da trionfi e delusioni, che merita di essere esaminato con attenzione. Infatti, l’Italia detiene il record di vittorie nella categoria “Miglior film straniero“, a testimonianza dell’affetto dell’Academy nei confronti del nostro patrimonio cinematografico che ha, in qualche modo, ispirato la creazione di questa stessa categoria. Ma per comprendere appieno questa storia, è necessario fare un tuffo nel passato.
Gli Oscar “speciali” per il cinema italiano.
Nelle prime 20 edizioni degli Oscar, nessun film non statunitense riesce a conquistare un riconoscimento. Tutto cambia nel 1948, quando irrompe nei cinema americani “Sciuscià” di Vittorio De Sica, conquistando il cuore degli addetti ai lavori di Hollywood. Il film è talmente straordinario che si decide di istituire un Oscar speciale per onorarlo. Lo stesso scenario si ripete due anni dopo con un altro capolavoro di De Sica, “Ladri di biciclette“, che ottiene un riconoscimento simile.
Questi premi speciali conferiscono una visibilità senza precedenti al cinema italiano in un momento di grande difficoltà economica, ma di fervente ispirazione artistica: siamo infatti nel periodo del Neorealismo.
La nuova categoria degli Oscar e le vittorie del cinema italiano.
La categoria “Miglior film straniero” fa il suo debutto ufficiale nel 1956, e l’Italia non perde tempo a farsi valere, vincendo per due anni consecutivi, nel 1957 e nel 1958, con i capolavori di Fellini, “La strada” e “Le notti di Cabiria“. Fellini diventa presto uno dei favoriti dell’Academy e di Hollywood, ricevendo nel corso degli anni ben 12 candidature in diverse categorie e portando a casa altre due statuette per “8 ½” nel 1964 e per “Amarcord” undici anni dopo.
Anche De Sica, d’altra parte, raccoglie quattro Oscar in totale nel corso della sua carriera, con film che vanno dai capolavori neorealisti già citati a “Ieri, oggi e domani” (1963) e “Il giardino dei Finzi Contini” (1970). Inoltre, De Sica stesso vince un Oscar come miglior attore non protagonista in “Addio alle armi”.
Il cinema italiano agli Oscar dagli anni ’80 a oggi.
Fino al 1980, il cinema italiano gode di un apprezzamento costante agli Oscar, con quasi ogni anno almeno un film italiano tra i candidati al premio per il “Miglior film straniero”. Nel 1988, però, si registra un evento senza precedenti quando Bernardo Bertolucci porta a casa l’Oscar per il “Miglior film” con “L’ultimo imperatore“, insieme ad altri otto premi, inclusi quello per la “Miglior regia”. Questa vittoria rimane l’unica del suo genere per un regista italiano e “L’ultimo imperatore” si colloca tra i film più premiati nella storia degli Academy Awards.
Negli anni successivi, titoli come “Nuovo cinema paradiso” (1990) di Tornatore, “Mediterraneo” (1992) di Salvatores e “La vita è bella” (1999) di Benigni continuano a portare gloria al cinema italiano, vincendo l’Oscar per il “Miglior film straniero” e, nel caso di Benigni, anche come “Miglior attore protagonista”.
Tuttavia, gli anni 2000 segnano un periodo di crisi per il cinema italiano agli Oscar, con una sola candidatura e nessuna vittoria.
Anche nel decennio successivo, i successi sono sporadici, con rare vittorie come quella di “La grande bellezza” di Sorrentino nel 2014 e la candidatura nel 2022 per “È stata la mano di Dio” dello stesso regista, che però non si aggiudica alcun premio. Nel 2024 con “Io capitano” di Garrone l’Italia riceve la sua trentesima candidatura a “Miglior film straniero”, ma purtroppo neanche questa volta arriva a una vittoria.
Il contributo di attori, scenografi e musicisti italiani.
Nonostante le numerose vittorie e candidature per i film italiani, solo tre attori italiani hanno ricevuto personalmente un Oscar per la loro interpretazione: Sofia Loren nel 1960 come “Miglior attrice protagonista” in “La ciociara”, di De Sica; il già citato Roberto Benigni e infine Anna Magnani, per un film in lingua inglese, “La rosa Tatuata“, nel 1955.
Invece, l’Italia ha ottenuto numerosi Oscar per i costumi, le scenografie e le colonne sonore in produzioni internazionali.
Tra i contributi più significativi ci sono le tre vittorie di Giorgio Moroder per la colonna sonora di “Fuga di Mezzanotte” e per le indimenticabili “What a feeling” e “Take my breath away”.
Altri nomi illustri includono Milena Canonero, costumista, vincitrice di 4 Oscar; Vittorio Storaro, direttore della fotografia, vincitore di 3 premi; la coppia Dante Ferretti e Federica Lo Schiavo, vincitrice di 3 statuette per la “Miglior scenografia”; infine, Carlo Rambaldi, che si aggiudica la vittoria per i memorabili effetti speciali di tre grandi classici della fantascienza “King Kong” (1976), “Alien” (1979) ed “E.T.” (1983).
In definitiva, sebbene l’Italia sembri non essere un paese da red carpet, numerosi sono i lavoratori italiani nel mondo del cinema che con il loro talento hanno reso indimenticabili alcuni dei più grandi film della storia e il cui contributo alla settima arte rimane motivo di grande orgoglio nazionale.
LO SAPEVATE?
PAPARAZZO – questo termine nasce nel film “La Dolce Vita”, in cui Paparazzo era il nome di un fotografo implacabile e opportunista, rappresentazione della intrusione dei media nella vita privata dei personaggi pubblici.
DOLCEVITA – questo indumento sembra prendere il nome da “La Dolce vita” in cui un personaggio indossa una maglia a collo alto in una scena iconica.
AMARCORD – questa parola significa “rievocazione nostalgica del passato” ed è entrata nel vocabolario italiano dopo l’uscita del film omonimo nel 1973: essa riunisce tre parole “A m’arcord” che in dialetto romagnolo significa “io mi ricordo”.
E ORA TOCCA A VOI!
Scegliere la preposizione corretta fra quelle proposte in queste citazioni di grandi film italiani. Choose the correct preposition from those offered in these quotes from great Italian films.
– A/In/Per realtà, i romani mi sembrano insopportabili. I migliori abitanti a/da/di Roma sono i turisti. (“La grande bellezza”)
– A/Di/Per che cosa siamo famosi noi sull’/all’/nell’estero? Le pezze e le pizze, nient’altro. Siamo un paese con i/dei/di magliari e pizzicagnoli e sempre questo saremo. (“La grande bellezza”)
– La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a/da/su fare cose che non mi va a/di/per fare. (“La grande bellezza”)
– La vostra Italia è una terra su/di/per culti antichi, ricca di forze naturali e soprannaturali. Al/Del/Nel resto, chi cerca Dio lo trova dove vuole. (“La dolce vita”)
– Bisognerebbe vivere fuori delle/nelle/dalle passioni, nell’armonia che c’è sull’/dall’/nell’opera d’arte riuscita, a/su/in quell’ordine incantato. (“La dolce vita”)
– Per/A/Con tutto si rimedia, meno che nella/della/alla morte. (“Ladri di biciclette”)
– Avevamo tutti più o meno quell’età a/per/in cui non hai deciso se mettere su/di/a famiglia o perderti tra il/nel/per il mondo. (“Mediterraneo”)
– A/Su/In tempi come questi, la fuga è l’unico mezzo da/per/a mantenersi vivi e continuare di/a/per sognare. (“Mediterraneo”)


